I Am The Void

"...Reel in place
'til the bastards take me away
Sober taste of the eyes"

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I Simpson - Stagione 4, episodio 5 (9F04)
Treehouse of Horror III -
segmento Clown senza pietà (Clown Without Pity)
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La discesa agli Inferi

La poesia sconfigge la morte.
Ma i limiti umani sconfiggono la poesia.
Angelo Poliziano - La fabula di Orfeo, vv. 181-250
PLUTO:
Chi è costui che con suo dolce nota
muove l’abisso, e con l’ornata cetra?
I’ veggo fissa d’Issïon la rota,
Sisifo assiso sopra la sua petra
e le Belide star con l’urna vota,
né più l’acqua di Tantalo s’arretra;
e veggo Cerber con tre bocche intento
e le Furie aquietate al pio lamento.
ORFEO:
O regnator di tutte quelle genti
ch’hanno perduto la superna luce,
al qual discende ciò che gli elementi,
ciò che natura sotto ‘l ciel produce,
udite la cagion de’ mie’ lamenti.
Pietoso amor de’ nostri passi è duce:
non per Cerber legar fei questa via,
ma solamente per la donna mia.
Una serpe tra’ fior nascosa e l’erba
mi tolse la mia donna, anzi il mio core:
ond’io meno la vita in pena acerba,
né posso più resistere al dolore.
Ma se memoria alcuna in voi si serba
del vostro celebrato antico amore,
se la vecchia rapina a mente avete,
Euridice mie bella mi rendete.
Ogni cosa nel fine a voi ritorna,
ogni cosa mortale a voi ricade:
quanto cerchia la luna con suo corna
convien ch’arrivi alle vostre contrade.
Chi più chi men tra’ superi soggiorna,
ognun convien ch’arrivi a queste strade;
quest’è de’ nostri passi estremo segno:
poi tenete di noi più longo regno.

Così la ninfa mia per voi si serba
quando suo morte gli darà natura.
Or la tenera vite e l’uva acerba
tagliata avete colla falce dura.
Chi è che mieta la sementa in erba
e non aspetti che la sia matura?
Dunque rendete a me la mia speranza:
i’ non vel cheggio in don, quest’è prestanza.
Io ve ne priego pelle turbide acque
della palude Stigia e d’Acheronte;
pel Caos onde tutto el mondo nacque
e pel sonante ardor di Flegetonte;
pel pomo ch’a te già, regina, piacque
quando lasciasti pria nostro orizonte.
E se pur me la nieghi iniqua sorte,
io non vo’ su tornar, ma chieggio morte.
PROSERPINA:
Io non credetti, o dolce mie consorte,
che Pietà mai venisse in questo regno:
or la veggio regnare in nostra corte
et io sento di lei tutto ‘l cor pregno;
né solo i tormentati, ma la Morte
veggio che piange del suo caso indegno:
dunque tua dura legge a lui si pieghi,
pel canto, pell’amor, pe’ giusti prieghi.
PLUTO:
Io te la rendo, ma con queste leggi:
che la ti segua per la ceca via,
ma che tu mai la suo faccia non veggi
finché tra’ vivi pervenuta sia;
dunque el tuo gran disire, Orfeo, correggi,
se non, che tolta subito ti fia.
I’ son contento che a sì dolce plettro
s’inchini la potenza del mio scettro.
Orfeo vien cantando alcuni versi lieti e volgesi.
EURIDICE parla:
Oimè, che ‘l troppo amore
n’ha disfatti ambendua.
Ecco ch’i’ ti son tolta a gran furore,
né sono ormai più tua.
Ben tendo a te le braccia, ma non vale,
ché ‘ndrieto son tirata. Orfeo mie, vale!
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Permalink collegehumor:

8 Weirdly Out Of Character Classic Simpsons Jokes
Mr. Burns dances super-adeptly With Marge’s Mom (Lady Bouvier’s Lover – Season 5)
One of the weirdest sequences in early-Simpsons history (excluding out-of-reality moments likeHomer’s amazing photographic memory) comes in the touching Season 5 episode “Lady Bouvier’s Lover”; At one point, when Grandpa is falling for Marge’s mother on the dance floor, Mr. Burns abruptly cuts in and asks Marge’s mom to dance, then proceeds to swing danceextremely adeptly while Grandpa gives him the frowning of a lifetime.
Mr. Burns is an actual leper who’s physically incapable of giving a thumbs-up or using a bowling alley hand-fan without struggling, but then for one moment, he’s a super-capable dancer who wins over Mrs. Bouvier with his dexterity? I call “balderdash” and/or “pish posh.” Keep reading
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Permalink Tratto da “Il safari dei Simpson” - Stagione 12, ep. 17.